Il servizio alla comunità

New York’s Bravest

Abbiamo orgogliosamente collaborato con la FDNY Foundation per creare il cappotto The Bravest, in onore dello spirito e della risolutezza degli uomini e delle donne in uniforme. Qui tre dei diecimila pompieri di New York condividono le loro storie, offrendo una visione personale delle comunità che servono e di cosa sia necessario per fregiarsi del titolo di The Bravest.

La comunità è solidarietà

Jackie Martinez

Engine 275, Ladder 133

Jackie Martinez non crede nella flessioni da "donna". “È una flessione, oppure è una flessione modificata. Non le hanno create per le donne”. Entro due anni vuole vedere duecento donne lavorare al suo fianco nelle file dominate dagli uomini del corpo dei pompieri di New York.

Nata e cresciuta a New York, Jackie dedica le sue giornate ad allenare reclute di sesso femminile in tutta la città. Simula esercitazioni nei grattacieli sui gradini del parco, trascina le attrezzature per le vie di South Jamaica e fa tutto quanto è in suo potere per assicurarsi che siano pronte, sia mentalmente che fisicamente, a superare la prova finale dell'Accademia dei pompieri.

Sto uscendo dall'anonimato affinché le donne possano immaginarsi a scegliere una carriera simile.

Ricorda il giorno in cui vide il poster di reclutamento dei pompieri di New York: la sua vita cambiò per sempre. Mostrava tre donne con il messaggio: “Unisciti ai New York’s Bravest”. Prima di quel giorno, Jackie non aveva mai visto un pompiere donna, e men che meno aspirava a diventarlo. Dà il merito a sua madre, che oggi non c'è più, per averla incoraggiata a puntare in alto. Quando entrò nel corpo dei pompieri di New York nel 2006, era conosciuta con il numero 29: il 29° pompiere donna su 10.500 uomini. "Pensateci. È meno dell'1%". Jackie è stata testimone del potere dell'opinione pubblica, e sa che c'è ancora molto lavoro da fare. "Sto uscendo dall'anonimato affinché le donne possano immaginarsi a scegliere una carriera simile".

Card image Nota dell'Editore

La sua naturale capacità di instaurare un contatto con le persone l'ha riportata a scuola, questa volta nel ruolo di mentore per gli studenti delle superiori. Armata con una tuta di protezione e la passione per aiutare gli altri, esce dalla sua caserma per recarsi nei quartieri a ispirare le giovani donne a unirsi al corpo dei pompieri di New York, una flessione alla volta. Oggi Jackie Martinez è il numero 29 su 68 donne... e continuano ad aumentare. “Non sto dicendo che questa professione è per tutti. Il mio lavoro è molto pericoloso. Ma se si ha un cuore volenteroso e si desidera aiutare la comunità, si può fare".

Merrick Blvd Magic

La comunità è famiglia

Joe Tarantini

Engine 289, Ladder 138

Joe Tarantini non riesce a staccare la spina. È un pompiere in ogni momento della giornata. Affronta ogni sfida con lealtà, fiducia ed empatia... valori che sono centrali nella sua vita quotidiana e nella sua professione. "Onestamente non so dove sarei senza il corpo dei pompieri. Mi ha reso quello che sono oggi".

Joe voleva entrare nel corpo dei pompieri di New York dacché si ricorda. È cresciuto giocando con camion dei pompieri giocattolo ed è stato ispirato da un pompiere che aveva visto al supermercato locale. Il giorno che ha indossato l'uniforme, non voleva più toglierla. Ventitré anni dopo, afferma che non vorrebbe essere un pompiere in nessun'altra città del mondo, ma soltanto a New York. "È il più grande corpo dei pompieri al mondo, ricco di tradizione e storia".

Persino in piccola parte, è possibile fare la differenza nella vita di qualcuno.

Lavora a Corona, un vivace quartiere del Queens con una considerevole popolazione ispanica. In quanto figlio di immigrati italiani, Joe vede la sua famiglia negli abitati di Corona. "I miei genitori sono venuti qui e hanno lottato, senza conoscere la lingua. Ma hanno lavorato sodo. Le persone della comunità sono davvero un'ispirazione incredibile".

Joe ha rischiato la vita in numerose occasioni nel corso della sua storica carriera. Era un pompiere l'11 settembre. Nel 2005 ha rappresentato il corpo dei pompieri di New York a New Orleans, a supporto delle comunità devastate dall'urgano Katrina. "Voglio solo aiutare le persone. Persino in piccola parte, è possibile fare la differenza nella vita di qualcuno". Indipendentemente dallo scenario, il contributo di Joe è sempre personale per lui. "Le persone ci guardano come fossimo supereroi. Ma siamo umani. Commettiamo errori. Ci facciamo male".

Nota dell'Editore - Joe Nota dell'Editore

Joe si è sentito incredibilmente orgoglioso il giorno che suo figlio ha indossato l'uniforme dei pompieri di New York nel 2016. Ma vedere il lavoro di un pompiere attraverso gli occhi di un padre rappresenta una nuova sfida per lui. Conosce anche troppo bene i rischi, e come ogni genitore ha paura per la sicurezza di suo figlio. Conosce anche però la ricompensa personale che proviene dal servizio alla comunità. "I pompieri indossano la loro attrezzatura e si precipitano in quegli edifici non sapendo chi troveranno dall'altra parte di quel muro di fiamme. Ci vanno, mettendo in pericolo la loro vita... È un atto di umanità incredibile".

Corona Tigers

La comunità è appartenenza

Allen Maikels

Engine 34, Ladder 21

Allen Maikels aveva quindici anni l'11 settembre 2001. È cresciuto a 250 km a nord di New York, e ha passato la sua infanzia facendo gite di famiglia a Manhattan per vedere le luci di Natale. È sempre stato attirato dall'energia della città, ma non era sicuro che sarebbe mai diventato un suo abitante. Tutto cambiò l'11 settembre. Quello che voleva fare con la sua vita gli divenne chiaro e iniziò il suo viaggio.

Allen è sempre stato interessato ad aiutare le persone. Ha lavorato come paramedico prima di entrare all'Accademia dei pompieri. I sentimenti di inadeguatezza da combattere costantemente hanno accompagnato tutto il suo addestramento. Nei momenti di debolezza, Allen ha trovato la forza pensando al coraggio degli uomini e delle donne che sono venuti prima di lui. Persone normali che compiono atti straordinari al servizio della comunità. Sono stati la sua ispirazione e quindi ha continuato ad andare avanti.

Si tratta di fare la cosa giusta. Qualsiasi cosa ci sia da fare, noi la faremo. È il nostro lavoro.

Cinque anni dopo si sente a casa tra i pompieri di New York. La sua caserma si trova a Hell's Kitchen, una comunità della midtown non lontana dal Lincoln Tunnel e dall'Autorità Portuale di New York e New Jersey: due passaggi vitali per milioni di pendolari ogni giorno. La prossima emergenza è sempre dietro l'angolo. Ma nei momenti di avversità si appoggia alle sue sorelle e ai suoi fratelli nel corpo dei pompieri di New York. "Siamo automaticamente nello stesso club. Ci sono fiducia e rispetto reciproco senza avere incontrato quella persona. Si tratta di una seconda famiglia".

Nota dell'Editore

Allen crede che la prevenzione sia la prima linea di protezione, e ci ricorda del ruolo che tutti possiamo svolgere nel salvare vite attraverso il lavoro con la sua caserma e la FDNY Foundation. "Se ci fossero persone in grado di praticare la rianimazione in anticipo, prima che i pompieri o i paramedici arrivino sul posto, sarebbe incredibile". Protegge la sua comunità sopra ogni cosa, proprio come gli eroi che sono venuti prima di lui. Quando suona l'allarme, è pronto a reagire. "Si tratta di fare la cosa giusta. Qualsiasi cosa ci sia da fare, noi la faremo. È il nostro lavoro".

Pride of Hell's Kitchen